Blog: game over – parte 2

26 October 2007

E’ di qualche giorno fa la notizia di un retromarcia del sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Levi sulla legge dell’editoria. A seguito della reazione degli utenti della rete italiana e dei post di Beppe Grillo, Levi si è sentito in dovere di scrivere una lettera al comico genovese precisando: "Non intendiamo in alcun modo né ‘tappare la bocca a Internet’ né provocare ‘la fine della Rete". Nella lettera si legge anche che l’unico intento è quello di liberalizzare il mercato dell’editoria, attuando delle riforme senza "censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini".
A tal proposito, è stato aggiunto un comma all’art. 7 del ddl che recita: "Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un’organizzazione imprenditoriale del lavoro".

Apparentemente tutto sembra essersi risolto per il meglio: chiunque voglia iniziare o continuare la sua attività di blogger lo potrà fare liberamente, senza passare attraverso noiose pratiche burocratiche né ulteriori fastidiose tassazioni. Tuttavia chi come me lavora nella Rete si sarà subito fatto una domanda: se cerco di trarre un qualche profitto attraverso le pagine del mio spazio web, ad esempio utilizzando un programma di pubblicità tipo Google AdSense, devo ritenere la mia attività di carattere imprenditoriale? Ancora una volta, l’ambiguità linguistica adottata dal legislatore non scioglie del tutto i dubbi della comunità.
Per capire realmente quali cambiamenti introdurrà questo ddl bisognerà dunque aspettare che il testo compia il suo iter politico.

Fatti correlati che riporto giusto per onor di cronaca. La protesta si è levata anche tra i ministri. Gentiloni e Di Pietro, attraverso i propri blog, hanno fatto sapere che combatteranno per modificare i ddl affermando con sincerità di non aver dato la giusta attenzione al testo in sede di Consiglio dei Ministri. Insomma, avevano dato la loro approvazione ad una proposta di legge che non conoscevano nei dettagli.
La legge Levi ha suscitato curiosità e commenti anche al di fuori dei confini italiani. Il Times, due giorni fa, ha parlato della proposta legislativa italiana in un articolo dal titolo "A geriatric assault on Italy’s bloggers", da cui emergono anche considerazioni sullo stato della democrazia e della società del nostro caro e vecchio paese.

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