Quando le parole non raccontano il vero

14 January 2008

Emergenza, rischio, allarme, tragedia. I titoli dei tg e dei giornali ultimamente riportano sempre una di queste parole. Mi chiedo: descrivono il vero? Di certo qualche anomalia ci deve essere nel sistema. Tuttavia, i termini sono sbagliati.

Prendiamo Napoli e la situazione rifiuti che interessa anche noi torinesi nelle ultime ore. Guardando le immagini delle strade partenopee invase (letteralmente) dalla spazzatura, come si fa a parlare di emergenza? O ci riferisce al fatto che ormai il problema è tale da essere diventato intollerabile per un paese che partecipa a missioni di pace in terra straniera in nome della democrazia? Non è corretto parlare di emergenza, quando è da 14 anni almeno che non sanno come smaltire i propri rifiuti. Cambiano formula per affrontare il problema, si assiste al solito valzer di poltrone, e intanto i rifiuti restano e le scuole sono chiuse.

Altro esempio. Ieri diversi alpinisti sono morti sotto le slavine. Uno di questi, nel Trentino, proprio sulle montagne del mio paese di origine. Ho chiamato mio zio, maestro di sci sulle piste dell’accaduto e vengo a scoprire che la persona si era avventurata, con neve fresca, in un fuori pista. Lo stesso discorso vale per le altre persone decedute in un’altra regione. Ed è scoppiato l’allarme slavina, quasi attribuendo alla montagna in sé il verificarsi del fenomeno.

Insomma, perché non provare a descrivere i problemi per quello che sono, magari con meno ma più veritiere parole e analisi, per concentrarsi successivamente sulla loro risoluzione? E’ da troppo che si parla solo più di spazzatura, senza raccoglierla.

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