9 January 2009
Un metodo per rendere le immagini più gradevoli e affascinanti è sicuramente quello di migliorarne la nitidezza (sharpening), ovvero la definizione dei dettagli e la precisione dei contorni.
Nonostante la risoluzione delle macchine digitali sia notevolmente cresciuta negli ultimi anni, per ottenere foto più nitide è quasi sempre necessario affidarsi ad un programma di editing e fotoritocco come Adobe Photoshop.
Proprio in Photoshop troviamo diversi filtri che corrispondono a differenti tecniche di sharpening:
Come funziona il processo di sharpening? In pratica i filtri, soprattutto quelli del gruppo Sharpen, intervengono sui contorni dei pixel chiari per renderli ancora più chiari, e sui pixel scuri per renderli ancora più scuri, aumentando così la definizione dei dettagli dell’immagine.
A questo proposito, i risultati migliori si ottengono lavorando in modalità colore LAB (Lightness, A, B – image > mode > lab) invece che in RGB. Questo perché in tal modo è possibile lavorare su un singolo canale che contiene tutte le informazioni relative alla luminosità delle diverse zone dell’immagine.
La tecnica del LAB sharpening è descritta in maniera approfondita nel blog del fotografo Brian Auer, il quale ha messo a disposizione anche un’azione Photoshop che compie la trasformazione in automatico.